Oggi parleremo delle collaborazioni interorganizzative. Come mai le aziende piccole o grandi che siano hanno sempre più interesse a collaborare.

Alcune aziende hanno abbandonato l’idea di rimanere indipendenti per concedersi la possibilità di sviluppare delle relazioni di mutua dipendenza con altre organizzazioni e raggiungere degli obiettivi che da sole non potrebbero raggiungere.

Per esempio, nell’ultimo trentennio vi è stato un aumento vertiginoso nella formazione di alleanze strategiche, da parte sia di imprese grandi e consolidate, sia di piccole, le quali hanno tutte approfittato dei benefici della collaborazione.

Alcune delle ragioni principali della collaborazione sono rappresentate dalla condivisione dei rischi quando si entra in nuovi mercati, intraprendendo nuovi e onerosi programmi e riducendo i costi, e dal miglioramento della posizione dell’organizzazione in determinati settori o tecnologie.

Cooperazione e collaborazione sono un prerequisito per maggiore innovazione, adattamento, capacità di risoluzione dei problemi e performance.

Oltre ciò, le partnership costituiscono anche la via maestra di accesso ai mercati globali e vedono la realizzazione di collaborazioni di collaborazioni sia tra le grandi aziende sia tra quelle piccole.

Le joint venture con organizzazioni di altri paesi, per esempio, rappresentano una quota consistente degli investimenti esteri e delle strategie di accesso ad altri mercati delle aziende statunitensi.

Le organizzazioni dovrebbero sforzarsi di essere quanto più indipendenti e autosufficienti possibile, in modo che i loro manager non si trovino nella condizione di “dovere giocare a un gioco imposto da altri “.

In questo momento storico, questo ultimo pensiero di indipendenza nuoce gravemente l’azienda, infatti, appartiene ad un vecchio retaggio secondo il quale le organizzazioni dovevano ridurre al minimo la dipendenza da altre organizzazioni per evitare di diventare vulnerabili. Oggi invece le aziende di successo considerano la collaborazione un approccio migliore per mantenere un equilibrio tra potere e capacità di portare a termine i compiti.

I collegamenti interorganizzativi forniscono una sorta di rete di sicurezza che incoraggia l’investimento di lungo periodo, la condivisione di informazioni e l’assunzione del rischio.

Le aziende possono raggiungere livelli di innovazione e di performance più elevati quando imparano a passare da una mentalità competitiva a una collaborativa.

 

Come gestire le relazioni con il partner?

  • Riconoscere, prima di tutto che contratti legati dettagliatissimi non aiutano certo la convivenza, ma al contrario minacciano la fiducia e la buona volontà. Le relazioni si basano sulla fiducia e sull’onestà mentre i contratti si limitano a definire un’azienda cosa può offrire ad un’altra.
  • Bisogna trattare i partner come membri della propria organizzazione. I membri delle organizzazioni devono essere partecipanti attivi nell’esperienza di apprendimento attraverso il coinvolgimento e l’apprendimento.
  • Inoltre, il top management, deve sostenere l’alleanza e quindi assumere comportamenti all’interno e all’esterno coerente a quanto siglato.