Sappiamo come attraverso le soluzioni di Business Analytics si possano migliorare i processi attraverso i quali si crea informazione e conoscenza con strumenti di previsione temporale, di simulazione di scenari, di modellazione di comportamenti e altro ancora.

E sappiamo come di ciò possano trarre vantaggio una quantità di azioni legate a molti ambiti di attività dell’impresa, dal marketing al controllo di gestione, dalla pianificazione della produzione alla gestione delle risorse umane.

L’efficacia di questi strumenti nel supportare non solo le decisioni ma anche molte attività operative è un fatto riconosciuto da parte di coloro cui sono destinate, i cosiddetti “knowledge worker”, tanto che sono proprio queste figure le prime a proporne l’adozione in azienda.

Come si comprendono e migliorano le dinamiche aziendali oltre alle soluzioni di business analytics ?

Un apporto non indifferente, soprattutto in aziende all’avanguardia, è l’utilizzo di alcuni concetti dell’Analisi Transazionale Organizzativa.

 

Cos’è l’Analisi Transazionale?

L’Analisi Transazionale è una teoria e una pratica psicoterapeutica ed Eric Berne è lo psichiatra che negli anni ’50 ha fondato questa Scuola.

Il nome deriva dal termine “transazione” che significa “scambio”.

Berne ha posto molta attenzione alla natura degli scambi di comunicazione tra le persone (dunque alle “transazioni”) quali indicatori di elementi sottostanti e più profondi della personalità.

Tra questi elementi abbiamo gli “Stati dell’Io” (l’Io è il nucleo della nostra identità psicologica e in quanto tale ci permette di autoriconoscerci e farci riconoscere) che sono parti tra loro coerenti di quel complesso più vasto che è l’Io.

Berne ha particolarmente approfondito lo studio e la pratica terapeutica di quelle situazioni di sofferenza e di disagio che si esprimono in una ripetitività. È questo il caso dei “Giochi psicologici” e, nell’arco più ampio dell’esistenza, del “Copione di vita“.

“Copione” sta proprio a sottolineare la tendenza inconsapevole a seguire una via già tracciata, a percorrere dei binari limitanti che difensivamente sono stati da noi predisposti in un lontano passato e via via confermati con le nostre esperienze di vita.

La psicoterapia analitico-transazionale riconosce oggi che il Copione ha anche il carattere di un’inevitabile strutturazione dell’esistenza, e si propone, oltre che di trasformarne gli aspetti che provocano sofferenza, anche di cogliere, sottolineare e sviluppare gli elementi di positività.

 

Come portare l’analisi transazionale nell’organizzazione?

Berne non si è mai occupato, specificatamente, del copione delle organizzazioni, di come si formi e si affermi.

Sappiamo che tutte le organizzazioni hanno un copione, infatti, le persone che vi lavorano e in particolare il management, ripetono nel tempo comportamenti che hanno loro precedentemente consentito di mantenere e aumentare quote di mercato, modi di collaborare e competere che hanno dato buoni risultati.

Le organizzazioni riflettono, così, la personalità, i bisogni e gli obiettivi consci e inconsci dei loro fondatori i quali, da parte loro, tendono a riferirsi ad esse, soprattutto agli inizi, come a loro creature.

In definitiva, gli individui creano organizzazioni a partire dai propri piani psicologici, di vita, basati sulle loro credenze relativamente al modo di avere successo o fallimento.

 

Come si trasmettono (e si mantengono nel tempo) le credenze dagli individui all’organizzazione?

Attraverso il modello di funzionamento manageriale e i processi di socializzazione.

Il top management e i manager, attraverso le modalità con cui dirigono le aziende, trasmettono i valori dell’organizzazione e i loro collaboratori, attraverso l’ascolto e l’osservazione di figure senior stimate, li acquisiscono (in modo conscio e inconscio), anche per rispondere al proprio bisogno di appartenenza.

Ogni organizzazione si trova ad avere così, nel tempo le proprie ideologie.

 

Tutto questo per arrivare al punto che per migliorare le dinamiche aziendali il primo passa per un direttore delle Risorse umane era: Conoscere il copione dell’organizzazione!

 

In pratica acquisire tutti i dati e il funzionamento delle “leggi che regolano l’azienda”.

 

Una volta acquisiti i dati bisogna capire cosa è nocivo o non più attuale nel “copione” dell’azienda.

Altro passo fondamentale è spostare l’attenzione dai comportamenti dei singoli soggetti alle ideologie che li ispirano.

Per ideologie, intendiamo il termine utilizzato da Rosa Krausz e cioè un insieme di credenze sul mondo degli affari e su come questo funziona, prevalentemente relative al lavoro, al tempo, alle persone, al danaro.

Sono “visioni della vita e del lavoro”, potremmo dire e come tali valoriali, legato al senso che ciascun portatore di ideologie attribuisce al ‘esistenza e al proprio lavoro.

 

Infatti, le persone sono più disponibili a capire ed affrontare il cambiamento quando non si denunciano i comportamenti ma si discute sull’ideologia da cui vengono ispirati.

 

 

Un aiuto che possiamo offrire noi di People&Numbers ai nostri lettori, è Preventivi HR, un semplice form gratuito che aiuta a scegliere il partner e la soluzione ideale per la propria azienda.

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