Il patto di prova è l’atto con il quale lavoratore e datore di lavoro concordano che la definitiva istaurazione del rapporto di lavoro sia condizionata al previo esperimento di un periodo di prova: esso ha lo scopo di consentire al lavoratore di valutare l’esperienza professionale che gli viene offerta al datore di lavoro di valutare le competenze e le effettive capacità del prestatore nonché la sua attitudine a ben integrarsi nel contesto produttivo e con i colleghi.

 

L’assunzione del dipendente per un periodo di prova deve risultare da atto scritto, a pena di nullità (art.2096 c.c.) fatta eccezione per l’apprendistato la cui sanzione risulta invece di carattere amministrativo (art.7, co 2. D.lgs. 167/2011). La nullità che deriva dalla mancata stipulazione per iscritto comporta la totale inesistenza del patto e la definitiva istaurazione del contratto.

È valida la proposta di assunzione che contenga gli elementi essenziali del contratto, compreso il patto di prova, e che sia stata sottoscritta in calce per ricevuta e accettazione, anche anteriormente all’inizio del rapporto.

 

Come si procede?

La stipulazione in forma scritta deve essere precedente all’effettivo inizio dell’attività, o al più contemporanea; non è possibile prevedere il patto in un secondo contratto di assunzione, dopo che il primo è stato già firmato e il rapporto tra le parti si è già istaurato (Cass. 26.11.2004, n.22308)

 

Retribuzione, premi contributi e imposte sul periodo di prova.

Nessuna particolarità. Al lavoratore in prova spetta la normale retribuzione prevista dal contratto collettivo per lo specifico livello di inquadramento.

Sulla retribuzione erogata durante il periodo di prova si applicano le normali ritenute previdenziali e assistenziali, e vale lo stesso per le imposte, si applicano le normali ritenute e detrazioni fiscali.

 

Come si computa il periodo di prova?

I giorni per cui si prevede la sospensione del conteggio dei giorni “di servizio effettivo” sono solo i giorni in cui la prestazione non si è verificata per eventi non prevedibili in anticipo, quali malattia, infortunio, gravidanza permessi e scioperi.

Non determinano alcuna sospensione le ipotesi di mancata prestazione inerenti al normale svolgimento del rapporto di lavoro. Quali i riposi settimanali e le festività (Cass. 5.11.2007 n. 23061).

 

 

Riferimenti. Articolo 2096 del codice civile; clausole dei contratti collettivi

 

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