Il costo del lavoro è per qualsiasi imprenditore o azienda un capitolo delicato da esaminare.

Prima di tutto un c’è bisogno di helicopter view sull’argomento prima di sviscerare le varie voci di costo.

Normalmente il costo del lavoro rappresenta la parte più consistente dei costi della produzione e c’è bisogno di un monitoraggio continuo, approfondito e aggiornato per contenerlo.

Nel caso dei contratti di lavoro italiani a tempo indeterminato presso un’impresa, il costo del lavoro per ciascun dipendente è dato dalle componenti:

  • Stipendio lordo (o salario);
  • Contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie a carico del dipendente;
  • Imposte a carico del dipendente;
  • Contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie a carico dell’impresa;
  • Imposte a carico dell’impresa;

La somma di queste cinque componenti dà come risultato il costo del lavoro per singolo dipendente, quindi considerando sia le voci a carico del dipendente che quelle in carico dell’impresa.

Per lo stipendio lordo, dettagliato nel cedolino del lavoratore dipendente, vengono fornite solo le informazioni sulle sole prime tre componenti, ovvero quelle in carico al solo dipendente e non i contributi in capo all’azienda sul dipendente stesso.

Infatti, nel caso dei contributi a carico del lavoratore, l’impresa esegue compiti da sostituto d’imposta per l’erario.

Oltre a tutto questo, pochi accennano ai “costi struttura” che ai fini fiscali o di imposte non sono considerati ma al bilancio dell’impresa e alle tasche dell’imprenditore sono spese fondamentali.

Quindi da una considerazione personale è sbagliato non parlarne o non ritenerli collegati al personale.

Affinché una persona possa lavorare, ha bisogno di un PC, di una sedia, di un locale riscaldato, di qualcuno che tenga la contabilità dell’azienda, dell’ufficio paghe che produce il cedolino.

In breve ha bisogno di una struttura.

Dopo questi chiarimenti, ci possiamo concentrare sulle formule, i modi e le strutture per avere l’ottimizzazione del costo per singolo dipendente o voce di costo.

In un’ottica di ottimizzazione possiamo ridurre i costi di tre voci:
Contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie a carico dell’impresa; Imposte a carico dell’impresa;
Costi struttura;

Per quanto riguarda le due voci di costo legate ai contributi e alle imposte a carico dell’azienda, l’intervento da poter fare è sulle nuove assunzioni aggiornandosi sulle possibili contribuzioni che il governo ha emanato (l’approfondimento del tema è affrontato nell’articolo specifico).

Un’altra valutazione sono le tipologie di contratto presenti in azienda, infatti ci sono decontribuzioni sulla tipologia, la durata e le trasformazioni dei quest’ultimi.

Una valutazione dei contratti è utile all’interno dell’azienda tenendo conto anche delle attività della stessa, dei nuovi prodotti, delle nuove aperture (se parliamo di aziende Retail), o dei picchi di lavoro.

Sui cosiddetti costi struttura gli interventi da possono portare benefici non discutibili.

Si pensi solo all’applicazione della modalità Agile per alcune figure professionali ma di questo ne parliamo nell’articolo di seguito.