L’uomo è pienamente tale solo quando gioca: solo giocando, infatti, l’individuo riesce a liberare la propria mente da condizionamenti esterni, quale può essere il giudizio altrui.

Friedrich Schiller

 

 

Affrontare un assessment non è un gioco.

Che si sia giovani insicuri alla ricerca di primo impiego, lavoratori maturi che entrano a far parte di un nuovo team di lavoro o veterani che si trovano a vivere una fase di change management, la sensazione di essere giudicati e valutati per le nostre prestazioni può suscitare sentimenti contrastanti. Si cerca sempre di essere all’altezza della situazione e di dare il meglio, soprattutto se di fronte a noi, a gestire l’assessment, c’è un HR specialist competente ed empatico di fronte al quale si vuole a tutti i costi apparire meritevoli dell’opportunità che ci viene offerta. Questo può creare ansia, e la sensazione di sentirsi indagati spesso non lascia liberi di affrontare un colloquio o una prova in tutta serenità, aprendo davvero la mente e mostrandoci per quello che siamo, non per ciò che le consuetudini acquisite vogliono che si dica o si scriva in un curriculum.

Introdurre dunque la gamification all’interno di un processo di assessment non solo è un’idea valida, supportata da studi di settore ed evidenze, ma anche un modo incredibilmente funzionale di valorizzare le due parti di questo dialogo azienda – candidato, fondamentale per far sì che la persona giusta ricopra il giusto ruolo.

Se infatti da un lato la persona può così mettere in gioco le sue capacità affrontando sfide e situazioni da risolvere, il tutto senza stress, dall’altro il recruiter ottiene elementi supplementari per la sua valutazione finale, raggiungendo mediante un assessment adeguato una visione a tutto tondo delle soft skill e delle potenzialità di chi ha di fronte.

Il videogame, tra gli approcci gamificati, è di certo quello che assume un ruolo di innegabile supremazia, ed un assessment game based è il solo in grado di attivare la volontaria sospensione dell’incredulità. Nonostante ci si trovi palesemente al cospetto di un artificio formato da personaggi immaginari e ambientazioni costruite ad arte, per lasciarci andare a questa esperienza di gioco scegliamo di credere alla storia, ci immergiamo nel racconto e ci permettiamo di abbandonare volontariamente la consapevolezza che si tratta di una finzione. Tale sistema è estremamente potente e permette di ottenere dal giocatore reazioni genuine ed autentiche che svelano lati creativi del suo carattere prima ancora di vederli effettivamente all’opera sul posto di lavoro.

Centennials e millennials sono cresciuti interfacciandosi quotidianamente con i media digitali e le tecnologie interattive, ecco perché scegliere di usare assessment gamificati che ricalcano tali meccanismi può essere la chiave per aprire porte su scenari, risorse e talenti inesplorati.

 

Skeym ed il game based assessment

 

Non siamo più pienamente vivi, più completamente noi stessi, e più profondamente assorti in qualcosa, che quando giochiamo.

Charles E. Schaefer

 

 

Skeym è un’azienda distribuita giovane e dinamica che scompiglia, sul tavolo di ogni HR Manager, i fogli dei tradizionali e noiosi assessment carta e penna, poco attrattivi non solo per le nuove generazioni ma anche per quanti ne hanno compilati a bizzeffe in questi anni avvertendo un senso di incompletezza nel descriversi soltanto posizionando crocette sui riquadri proposti.

Tutto questo è possibile grazie ad una piattaforma online di game based assessment, semplice e funzionale, mediante la quale si ottengono dati prima d’ora difficili da raccogliere e, per di più, in tempi brevissimi.

A fronte di un assessment tradizionale, infatti, è garantito un risparmio di tempo che va oltre il 96% e che per un HR si traduce nella preziosa possibilità di soffermarsi su aspetti prima d’ora difficili da attenzionare, dati i margini decisionali stretti e pressanti a cui spesso deve sottostare.

Il lato umano dunque non solo non è messo da parte ma, anzi, è valorizzato dalla possibilità di un confronto maggiormente proficuo ed incentrato su un faccia a faccia di qualità che porta alla fase di colloquio finale solo i talenti che mostrano di avere il profilo ideale per ricoprire il ruolo proposto dall’azienda.

 

 

Ma cos’è e come funziona Skeym?

 

Si tratta di una piattaforma online di game based assessment, che misura fino a 12 componenti attitudinali e 10 soft skill in una sessione di gioco di soli 20 minuti.

Mentre le competenze tecniche ci dicono cosa sappiamo fare, le soft skill ci dicono come lo facciamo: misurare correttamente questi valori è dunque fondamentale per capire e valorizzare, durante l’assessment ma anche successivamente, il vero potenziale professionale di ogni persona, e Skeym lo rende possibile in fase di prescreening, selezione, valutazione del potenziale e analisi di team.

 

In base alla figura a cui è destinato l’assessment è l’azienda a decidere quale scegliere tra le soluzioni proposte, ovvero

 

  • Team leadership, per misurare stile di leadership, stile decisionale, stile di negoziazione e capacità organizzativa del candidato
  • Sales management, per misurare stile di vendita, stile decisionale, stile di negoziazione e capacità organizzativa del candidato
  • Attitudinale, per misurare le attitudini del candidato

 

All’azienda che lo richiede viene fornito un token, attraverso il quale i candidati possono accedere alla piattaforma ovunque si trovino: a casa, in vacanza o addirittura in ufficio se già in organico. Effettuato l’accesso si dovrà solo premere play e iniziare il proprio videogame assessment, in tutta serenità e pienamente a proprio agio.

Durante il gioco il candidato vive un’esperienza immersiva e divertente, interagisce con i personaggi di una storia e porta a termine la propria missione effettuando scelte non dissimili a quelle che farebbe nella vita reale. Al termine della sessione viene generato un report, basato su un solido costrutto psicometrico che mostra le potenzialità del candidato, predice le sue performances lavorative e indica le sue aree di miglioramento.

 

Ma perchè Skeym è differente da altre soluzioni gamificate?

 

Staccandosi dalla consuetudine di far giocare puzzle games, ripetitivi e poco coinvolgenti, qui si propone un adventure game con una trama autoconclusiva, una storia in cui ci si ritrova protagonisti e partecipi dello svolgimento dell’intreccio narrativo, dal primo momento sino al suo epilogo. L’esperienza di assessment risulta dunque maggiormente genuina per chi gioca e riduce in modo drastico l’incidenza di unconscious bias nel processo di recriutment.

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.

Platone

 

Perchè dunque si dovrebbe scegliere la gamification per innovare il modo di fare assessment?

Le generazioni di nativi digitali sono cresciute a pane e videogame, studiano integrando ai metodi tradizionali processi di e-learning, sempre più presenti e incisivi nella loro formazione, e ricercano ogni esperienza che sia stimolante e dia loro modo di fare la differenza in un contesto lavorativo che sappia attrarli, valorizzarli e trattenerli.

Recruiter e aziende non solo ottengono dunque un quadro più completo e realistico delle capacità e delle potenzialità delle persone, che attraverso un game based assessment possono realmente mostrare ciò di cui sono capaci invece di raccontarlo, ma ne traggono vantaggi evidenti anche in termini di employer branding, aspetto essenziale per distinguersi dalla concorrenza in un mondo che va sempre più veloce.

Abbandonare ogni titubanza e affidarsi a tool professionali innovativi come Skeym è dunque la chiave per rimanere al passo con i tempi che viviamo e non doverli, poi, rincorrere.

 

 

 

Nella foto di copertina sono presenti i fondatori della piattaforma Skeym

da sinistra Gianmarco Pinto, Salvatore Mica, Alessandro Leone e Alessandro Collesano.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di visitare il sito ufficiale www.skeym.it