Secondo Berne, esponente principale dell’analisi transazionale, si possono individuare tre distinti aspetti del contratto:

La componente amministrativa,

Il contratto professionale,

Il contratto psicologico.

 

La componente amministrativa del contratto in ambito organizzativo contiene tutti gli aspetti burocratici, legali e logistici tra l’individuo e l’organizzazione.

Il contratto professionale contiene le competenze richieste al professionista che interviene o lavora nell’organizzazione e gli accordi per i risultati attesi, concordati e dichiarati per i quali si richiede l’intervento professionale, a valle di una attenta analisi delle esigenze.

Il contratto psicologico concerne tutte le aspettative, gli obblighi ed i bisogni, più o meno espliciti e consapevoli, dei e tra i componenti di un’organizzazione. È una componente fondamentale che, se non tenuta in debito conto, può avere un ruolo disgregante se non addirittura dirompente sull’efficacia dell’intervento professionale o dell’organizzazione stessa.

L’essere umano è un animale sociale che trascorre gran parte della sua esistenza in vari gruppi.

Ogni gruppo assicura protezione, sopravvivenza e fornisce un’ampia gamma di stimoli.

Inoltre ciascun gruppo facilita lo sviluppo di specifiche caratteristiche e abilità dell’individuo.

Quando un individuo entra in un gruppo è portatore di bisogni biologici, psicologici ed in particolare della fame di strutturazione del tempo, in attesa di essere soddisfatti.

Tutto questo costituisce una decisiva spinta all’appartenenza al gruppo ed all’adattamento sociale, almeno fino a quando l’individuo ritiene il gruppo stesso adatto alle sue esigenze.

Leggere, capire e interpretare il contratto psicologico che si istaura tra il dipendente e l’azienda è importante perché può far luce su bisogni emotivi essenziali per l’individuo e arginare fenomeni negativi per l’azienda (come dimissioni o basse performance).