La carriera in azienda è come un viaggio, ma cominciarlo può essere una sfida impegnativa. Per questo, le aziende più all’avanguardia sviluppano un percorso di Onboarding per consentire alle nuove persone che entrano nell’organizzazione di conoscere la cultura aziendale, i prodotti e gli strumenti professionali che l’azienda mette a disposizione affinché le persone possano esprimere al meglio il proprio potenziale.

L’Onboarding è molto di più di un semplice orientamento per i nuovi entrati.

È un processo che aiuta a conoscere la realtà della nuova azienda attraverso la condivisione di valori e brand, aspettative e performance, strumenti di lavoro, e che vede la partecipazione dell’intera organizzazione e delle sue persone, dai top manager alle persone più giovani.

Le aziende grandi e strutturate, che inseriscono centinaia di nuove figure l’anno, hanno bisogno di un processo di onboarding strutturato ed efficace.

Per le piccole e medie imprese il processo è fondamentale ed argina il problema dell’abbandono della nuova risorsa in tempo breve, quindi cautela l’imprenditore dell’investimento appena effettuato.

Del resto, quando si è in pochi ogni dipendente è determinante per il futuro dell’azienda e va compiuto ogni sforzo per fidelizzarlo.

 

Perché è così importante nelle PMI?

In fase di selezione, il candidato nella fase finale oltre al selezionatore incontra il management (o addirittura nelle PMI l’imprenditore stesso).

In questo modo, gli viene raccontata, come giusto che sia, l’impresa “vista dall’alto”.

Questo può entusiasmare la nuova risorsa e coinvolgerla nell’organizzazione.

Quando il nuovo arrivato “scende in campo” può sentirsi disorientato, questo non deve accadere.

 

La fase di inserimento iniziale, che dura almeno un mese, incide in modo significativo sulla performance del dipendente, la soddisfazione a lungo termine e la retention.

Pianificare in anticipo è la chiave per inserire al meglio i nuovi assunti e fare in modo che mettano le radici in azienda.

Poiché il mancato allineamento delle aspettative è fra i principali fattori che spingono i dipendenti ad abbandonare un nuovo lavoro, è essenziale chiarire ogni dettaglio fin dalla prima offerta di impiego.

 

Come pianificare un ingresso di una nuova risorsa?

L’ufficio HR è l’attore fondamentale in questo processo.

L’obiettivo dei primi giorni sarà quello che il nuovo assunto si senta benvenuto, a proprio agio e informato.

Non bisogna dimenticare l’importanza dell’essere disponibili. È bene fissare dei brevi incontri individuali con i nuovi dipendenti, ogni giorno per la prima settimana e poi a cadenza regolare.

In questo modo avranno la possibilità di fare domande e sentiranno di avere il sostegno dell’impresa.

Altro punto fondamentale è assegnare al nuovo assunto un collega del team che lo affiancherà durante l’onboarding per guidarlo nei primi mesi di lavoro.

Il primo giorno non è un giorno qualunque (anche la prima settimana).

È fondamentale chiarire tutti i dettagli del programma per la prima settimana: fornendo tutte le informazioni necessarie, i nuovi arrivati saranno più tranquilli e potranno prepararsi in anticipo.

Da chiarire anche il ruolo, le responsabilità e le aspettative del nuovo assunto, fornendo tutti i dettagli sia per iscritto, sia a voce.

Non bisogna stremare il nuovo arrivato con giornate di orientamento da 8 ore che lo sovraccaricano di informazioni.

 

Ricapitolando le fasi fondamentali dell’onboarding sono (l’elenco sicuramente può essere ampliato) :

  • Preparare il team all’arrivo della nuova risorsa
  • Accogliere il nuovo arrivato, chiarire bene il ruolo e le responsabilità
  • Assegnare un tutor
  • Incontrare regolarmente il nuovo assunto
  • Dotare il nuovo assunto di tutti gli strumenti essenziali
  • Formazione individuale e conoscenza del team e dei processi aziendali
  • Presentazione al team (magari forzando un incontro conviviale)