Una delle principali problematiche che noi HR ci troviamo ad affrontare riguarda la questione gruppale.
La gestione e la creazione di gruppi di lavoro per raggiungere un fine lavorativo è sempre un’operazione complessa, perché si pensa che l’unica cosa da tenere in considerazione sia quella creare gruppi che siano performanti, con professionisti che sappiano FARE.

In realtà sappiamo che un buon collaboratore non deve solo saper fare, ma deve anche ESSERE quello che fa, deve farlo con piacere. Deve sentire la mission come sua e desiderare di raggiungere davvero il goal proposto.

Per rispondere a questo dubbio, Google ha deciso di dare i natali al Progetto Aristotele, che aveva appunto come scopo quello di comprendere che cosa serve ad un team per esser non solo performante, ma anche unito e propositivo. Una sorta di dream team.

Come si diceva poche righe sopra, una delle principali problematiche riguardante questa attività è la convinzione del fatto che un team deve solo essere formato da persone che sappiano fare. I rapporti personali in questo modo passano in secondo piano, non considerando che un team che al suo interno non ha un buon clima collaborativo non raggiungerà il suo obiettivo o se lo farà ci metterà molto più tempo di quanto non ci metterebbe un team più coeso.

Il risultato dello studio portato avanti dal Progetto Aristotele di Google ha sottolineato che non esistono delle strategie che siano uguali per tutte le realtà lavorative, ma ha comunque creato un piccolo vademecum in 5 punti di caratteristiche che un gruppo, e quindi le persone che lo compongono, dovrebbe avere per essere un team vincente.

Alcuni sono abbastanza chiari, mentre per alcuni saranno necessarie un paio di righe chiarificatrici:

  • Affidabilità
  • Struttura e Chiarezza
  • Significato: il team deve non solo dare, ma anche condividere il significato del lavoro che sta perseguendo
  • Impatto: il team deve sapere che il goal che raggiungeranno avrà un impatto sulla realtà aziendale, in questo modo avranno maggior coinvolgimento, aumentano di conseguenza il significato
  • Sicurezza psicologica: riguarda la possibilità di poter fare domande, di poter esprimere dubbi ed eventuali lamentele in un ambiente protetto e stimolante

Ragionando quindi da questo punto di vista dovremmo far nostro il pensiero filosofico di Aristotele, che appunto diceva che il tutto è maggiore della somma delle parti.

 

L’autore dell’articolo è Mauro Cerni

“Lavoro nel mondo delle Risorse Umane da diverso tempo, occupandomi di ricerca e selezione, onboarding, formazione e potenzialmente delle competenze. 
La formazione accademica in Antropologia ed Etnografia Culturale, unita alle diverse specializzazioni in psicologia cognitiva, hanno fatto si che comprendessi quanto importante sia la presenza dell’ “Altro” nei contesti lavorativi, sia per una questione di apertura mentale ma anche per permettere un effettivo e comprovato aumento delle capacità produttive del singolo.”