L’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, istituito con decreto n.178 del 19 aprile 2019, favorisce l’assunzione di persone con difficoltà di accesso all’occupazione.

Dal 12 luglio, con il decreto n. 311 ANPAL estende le agevolazioni alle assunzioni effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2019.

Ecco alcune domande che possono schiarire i dubbi, di alcuni imprenditori e manager, sull’agevolazione contributiva, analizzate dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

 

Quali datori di lavoro hanno la possibilità di accedere all’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud”?

Qual è il valore massimo del bonus?

Tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che assumono i lavoratori eleggibili del Bonus.

L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per un importo massimo di 8.060,00 euro annui con un valore mensile di fruizione pari a 671,66 euro e, nel caso di rapporti di lavoro instaurati e/o chiusi all’interno del mese, con un valore giornaliero di godimento del bonus pari a 21,66 euro.

Non sono oggetto di agevolazione i premi Inail, il contributo al fondo di tesoreria del TFR per datori di lavoro con almeno 50 addetti, il contributo ai fondi di solidarietà bilaterali e FIS, il contributo dello 0,3% al finanziamento dei fondi interprofessionali e quello di solidarietà del 10% in riferimento ai premi versati alle Casse sanitarie e ai fondi di previdenza complementare.

 

A quali lavoratori spetta l’incentivo?

L’incentivo spetta per l’assunzione a tempo indeterminato (anche nel caso di soci lavoratori di cooperativa) in una delle 8 regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise, Sardegna) di lavoratori in stato di disoccupazione, ossia soggetti privi di impiego, che dichiarino per via telematica la propria immediata disponibilità al lavoro (DID) e alla partecipazione a misure di politica attiva coordinate dal centro per l’impiego territorialmente competente.

Oggetto di incentivo sono anche le assunzioni di soggetti in stato di disoccupazione il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponda a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti (8.000 euro lordi annui per i lavoratori dipendenti e 4.800 per i lavoratori autonomi).

Si ricorda infatti che il D.L. n. 4/2019 ha stabilito che (art. 4 c. 15-quater) “per le finalità di cui al presente decreto e ad ogni altro fine, si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”.

Inoltre, ex art. 21 c. 2 del D.Lgs. 22/2015, la richiesta di Naspi si equipara alla DID.

Nel caso di lavoratori che, alla data di assunzione, abbiano un’età compresa tra i 16 e i 34 anni (dunque entro i 34 anni e 364 giorni), è sufficiente che risultino disoccupati. I lavoratori, invece, che alla data di assunzione abbiano già compiuto 35 anni di età, oltre che essere genericamente disoccupati, devono essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Si considera tale (decreto del MLPS del 17 ottobre 2017) il lavoratore che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata, non abbia prestato attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi oppure svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito che corrisponde a un’imposta lorda superiore alla misura delle detrazioni spettanti, ai sensi dell’articolo 13 del TUIR.

Infine, nel caso di trasformazione di rapporti a tempo determinato in tempo indeterminato, non è richiesto il possesso del requisito di disoccupazione né il rispetto del parametro relativo all’assenza di rapporti di lavoro regolarmente retribuiti negli ultimi sei mesi con lo stesso datore di lavoro.

Nel caso di spostamento della sede di lavoro al di fuori di una delle 8 regioni incentivate, l’agevolazione non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello del trasferimento del lavoratore. Inoltre, ogni dipendente potrà beneficiare di tale incentivo per un solo rapporto di lavoro, anche nel caso di assunzione da parte di altro datore di lavoro.

 

Qual è il periodo di tempo entro il quale devono avvenire le assunzioni o le trasformazioni?

Ferma restando la disponibilità di risorse, l’incentivo viene riconosciuto per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019.

Anche se il decreto Anpal n. 178/2019 dello scorso 19 aprile faceva decorrere l’incentivo per le assunzioni effettuate da maggio ad aprile, il D.L. 34/2019 (cd. Decreto Crescita) ha esteso, anche sulla base delle istanze presentate dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro l’operatività della misura incentivante anche per assunzioni che siano avvenute tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2019, come recepito dal Decreto Anpal n. 311 dello scorso 12 luglio.

 

L’incentivo è usufruibile per l’assunzione in qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato?

Sono esclusi dall’incentivo:

  • i rapporti di lavoro domestico;
  • il lavoro a tempo indeterminato del personale dirigente;
  • il lavoro intermittente;
  • il lavoro occasionale (D.L. 50/2017);

Non sono ammessi all’incentivo i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (I tipo), nonché i contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca (III tipo). In caso di assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, l’esonero spetta sia per la somministrazione a tempo indeterminato sia per quella a tempo determinato, compresi gli eventuali periodi in cui il lavoratore è in attesa di assegnazione.

L’apprendistato professionalizzante è l’unica tipologia di apprendistato incentivabile. In questo caso, l’incentivo può essere fruito solamente durante il periodo formativo. Pertanto, qualora la durata del periodo formativo, secondo quanto stabilito dal CCNL, sia inferiore a 12 mesi (periodo minimo pari a 6 mesi), l’importo dell’incentivo dovrà essere ridotto in maniera proporzionale in base all’effettiva durata dell’apprendistato.

Nell’ipotesi, invece, che il rapporto di apprendistato abbia una durata pari o superiore a 12 mesi, la misura dell’incentivo corrisponde a quella prevista per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il bonus non spetta per il periodo di mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato.

 

Come cambia l’importo dell’incentivo al variare del part time?

Nell’ipotesi di variazione in aumento della percentuale oraria con riferimento ai rapporti a tempo parziale, anche in caso di trasformazione a tempo pieno, il beneficio fruibile non potrà superare il tetto già autorizzato mediante le procedure telematiche. In caso contrario, cioè di diminuzione dell’orario di lavoro, compresa l’eventualità di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part-time, sarà onere del datore di lavoro riparametrare l’incentivo spettante e fruire dell’importo ridotto.

 

Come si combina l’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud” con altre agevolazioni contributive o economiche?

L’incentivo in esame può essere cumulato con l’incentivo previsto per i datori di lavoro che assumano percettori di reddito di cittadinanza.

Qualora il datore di lavoro esaurisca gli oneri contributivi Inps con l’incentivo IOSS in esame, la residua agevolazione spettante per l’assunzione di un percettore di reddito di cittadinanza può essere fruita come credito di imposta, le cui modalità di accesso saranno definite con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud” è anche cumulabile con l’esonero per l’assunzione giovanile, previsto dall’art. 1 bis del D.L. 87/2018, nel rispetto del limite di 8.060 euro annui. Verranno successivamente fornite disposizioni specifiche per le modalità di fruizione dell’esonero, dal momento che si è in attesa del Decreto del Ministero del Lavoro che ne regoli la fruizione, nonché della conseguente Circolare Inps. Infine, l’incentivo IOSS è cumulabile, nel rispetto dei limiti della soglia comunitaria “de minimis”, con le agevolazioni economiche previste nei confronti di datori di lavoro che abbiano sede nei territori delle regioni del Mezzogiorno (es. deduzioni Irap ex L. 147/2013). Ad esclusione dei casi tassativamente elencati, l’incentivo non può essere cumulato con altri esoneri (es. esonero triennale stabile per under 35 ex L. 205/2017) o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.