Si definisce “Job Hopping” la pratica di passare da un posto di lavoro all’altro, cambiando frequentemente azienda e talvolta anche città.

Questo fenomeno almeno in USA e nei paesi nord europei viene usato da una percentuale molto ampia di giovani che lo utilizzano per raggiungere più velocemente una mansione con responsabilità maggiori e uno stipendio sicuramente più alto.

E in Italia?

Prima di tutto c’è da separare la necessità dalla strategia, infatti molti giovani, sono costretti a passare da un lavoro ad un altro per scadenza di contratto e non possiamo considerarli job hoppers.

Il fenomeno comunque in Italia c’è, soprattutto per i millennial che lavorano in ambiti in cui la domanda è ampia e l’offerta di candidati e abbastanza ridotta (alcune aree del settore IT o aree commerciali ad alta specializzazione tecnica).

Sia chiaro, cambiare lavoro, anche più volte non è di per se stesso negativo e può certamente essere un’esperienza dagli sviluppi più che positivi, ma farlo troppe volte in un periodo di tempo limitato, può portare a valutazioni non molto positive.

Vogliamo utilizzare il nuovo gruppo HR CAFE’ by People&Numbers creato su LinkedIn per chiedere ai recruiter cosa ne pensano e tracciare insieme la panoramica italiana di questo fenomeno.