Qualsiasi azienda è un gruppo di persone che con il passare del tempo deve tendere a diventare un squadra e lavorare ad un obiettivo comune.

 

 

Alla base di tutto però deve esserci una comunicazione efficace tra gli individui.

In azienda ci sono molti modi per comunicare tra i colleghi: mail, chat e conversazioni telefoniche.

Tralasciando il “mezzo di comunicazione” quello che a noi interessa è il contenuto.

Dagli studi sull’analisi transazionale, Eric Berne ci elenca che tra gli individui è possibile che si verificano tre tipi di scambi (gli scambi possono essere costruiti da semplici segni di riconoscimento o da messaggi verbali più elaborati).

 

Gli scambi complementari

Tutti vorremmo avere delle conversazioni in azienda di questo tipo.

In particolare, in questo tipo di comunicazione il comportamento e le parole delle persone coincidono perfettamente.

Ciò che uno dice concorda con gli effetti che il suo discorso produce nell’altro, senza sorprese.

Un esempio elementare di questo tipo di interazione può essere:

Che ore sono, Chiara?

Sono le otto.

Adesso bisogna che ci fermiamo e pensiamo alla maggioranza dei discorsi in azienda e analizziamo se questo tipo di scambio costituisce quello che più usiamo nelle nostre interazioni.

Purtroppo, nella maggioranza dei casi usiamo il secondo modello di transazione descritto dallo psicologo, chiamato: scambio incrociato

 

Gli scambi incrociati

Questo tipo di scambio è la maggior causa di malintesi nelle relazioni di lavoro, chi ha preso l’iniziativa dello scambio è sconcertato dalla risposta del suo interlocutore alla quale non era per nulla preparato.

Un esempio può essere

Che ore sono, Chiara?

Perché? Hai un treno da prendere?

Questa interazione porta i colleghi a interrompere la relazione, ritirarsi in se stessi o a parlare d’altro per far scomparire il turbamento ed evitare di stabilire un altro dialogo.

Per un’impresa tutto questo è contro i suoi interessi e pregiudica un andamento mediocre dell’ufficio, di un’unità o un intero dipartimento, creando sempre maggior attrito tra la popolazione aziendale e contemporaneamente al business.

 

Scambio con trappola

Questo tipo di interazione è stato quantificato come i nove decimi delle conversazioni che avvengono in ufficio.

In pratica, gli interlocutori dicono una cosa ma insinuano tutt’altro.

Questi scambi si possono verificare nella maggior parte quando i colleghi chiedono un consiglio o un aiuto e vengono derisi dai propri interlocutori.

Questo tipo di atteggiamento è particolarmente distruttivo sia per le risorse che per l’intera azienda.

Un esempio, pratico può essere:

Chiara, avrei un’idea, ma so che non ti piacerà

Io, diffido sempre dalle tue idee!

Alcune persone amano sognare un grande villaggio globale, in cui tutta la popolazione vive in armonia grazie alla “magia” della comunicazione. Ma per ora siamo ben lontani.

Il senso di questo post è far capire al management che a volte i problemi dell’azienda vengono da elementi di base che riteniamo scontati.

E’ sempre utile un’analisi di un professionista che potrebbe rilevarli.

 

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