Manca poco all’avvio della decima edizione del Festival del Lavoro, la manifestazione organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine e dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che ogni anno coinvolge istituzioni, professionisti, imprese, lavoratori e cittadini nel dibattito sull’attualità e sul futuro del Paese.

 

Opinione condivisa tra i membri della redazione di People&Numbers è che la kermesse presentata è tra le più belle e interessanti in ambito Risorse Umane in Italia.

Anche per chi non è della professione ma gravita attorno all’area Risorse Umane è sicuramente da tener presente per i confronti tecnici e i contenuti aggiornati.

 

I temi, che saranno affrontati in contemporanea, correranno lungo tre binari paralleli: “Lavoro, innovazione e crescita”.

Incontri, confronti e dibattiti mirati ad analizzare i cambiamenti del lavoro nell’era digitale; a condividere, attraverso le testimonianze dei responsabili HR, esperienze aziendali di successo; a far conoscere le opportunità lavorative e il mondo dei Consulenti del Lavoro; ad orientare i più giovani nella scelta del loro futuro professionale.

 

Entrando alla kermesse si intuisce subito che l’ordine da molti anni sta lavorando all’immagine e alle competenze dei professionisti iscritti alla propria categoria;

La figura del Consulente del Lavoro, oltre a svolgere tutte le procedure relative all’assunzione e all’inquadramento del personale dipendente delle aziende, è la figura che può esprimere al meglio i fabbisogni professionali delle imprese, sostituendo molte volte l’HR Manager nelle PMI italiane, con soddisfacenti risultati.

Inoltre il professionista per svolgere le sue mansioni può contare sugli strumenti messi a disposizione dall’ordine e dai partner.

Un chiaro esempio è la costituzione della Fondazione Consulenti per il Lavoro che ha dato un chiaro segno al mercato del lavoro dell’ambizione e della professionalità di questa categoria, oltre allo spirito comune di fare rete.

 

Gli argomenti da affrontare sono tanti grazie al contributo anche di grandi ospiti che si susseguiranno sul palco del Festival.

Al Festival si parlerà del mercato del lavoro del futuro e dell’impatto delle nuove tecnologie sulle attività professionali. La robotizzazione e digitalizzazione di molte attività ha portato alla conseguente affermazione di nuovi mestieri: dai riders, i fattorini guidati dalle app, a figure emergenti come l’innovation manager, per le quali sono richieste competenze specialistiche e innovative.

Per gli iscritti all’albo è indispensabile superare il gap che separa il mondo dell’istruzione e della formazione universitaria dal mondo del lavoro e ripensare interamente al sistema dell’orientamento al lavoro, dei tirocini e delle politiche attive, per innescare il circuito virtuoso dello sviluppo produttivo e trovare un antidoto alla fuga dei giovani talenti all’estero.

 

Nella tre giorni sarà dato ampio spazio al dibattito su blockchain, smart contract e nuove forme contrattuali, senza dimenticare il “lato oscuro” del cyber risk e del data breach, ovvero manipolazioni di dati e violazioni della privacy.

Numerosi anche gli eventi dedicati alle nuove frontiere del welfare aziendale, che oggi, dal lavoro agile allo smart working, passando per l’age management e la previdenza integrativa, possono incrementare la produttività in azienda, favorendo benessere tra i dipendenti e benefici fiscali per i datori di lavoro.

 

L’evento annuale è un chiaro esempio dell’impegno degli iscritti all’albo, del continuo aggiornamento che il mercato del lavoro richiede e che in prima persona sostengono e riversano nelle aziende clienti.

 

L’edizione 2019 del Festival si terrà dal 20 al 22 giugno al Mi.Co. di Milano, per il secondo anno consecutivo.

Per tutti gli aggiornamenti è possibile visitare il sito ufficiale www.festivaldellavoro.it