Immaginiamo di adattare una struttura organizzativa al fine di perseguire una nuova strategia aziendale.

L’attuazione di questo cambiamento richiede l’esecuzione di alcune fasi:

 

  1. Analisi delle nuove esigenze organizzative;
  2. Confronto con l’organizzazione attuale;
  3. Progettazione della nuova organizzazione a livello macro;
  4. Progettazione a livello micro;
  5. Fase di trasformazione, in cui si passa alla nuova struttura;
  6. Fase di “messa a punto, in cui si finalizzano i dettagli

 

Queste fasi di per sé non costituiscono il processo di cambiamento; sono invece i passi tecnici del progetto necessari alla costruzione e attuazione del contenuto.

La sequenza di esecuzione di questi passi, le modalità con cui eseguirli e il loro contenuto non prestano attenzione al processo di cambiamento della cultura, bensì prevedono un’azione normativa il cui risultato atteso è dato per scontato.

 

Quello che invece è fondamentale fare è il cambiamento del contenuto insieme al cambiamento delle persone.

Grazie all’integrazione del contenuto all’interno del processo di cambiamento psicologico e culturale, possono emergere le sinergie che consentono una trasformazione realmente solida ed efficace.

 

La differenza tra il cambiamento naturale e quello artificiale (o progettato)

Un processo di cambiamento è una sequenza di azioni pianificate a un risultato. L’origine delle azioni che costituiscono il processo di cambiamento può essere rozzamente divisa in due categorie:

Azioni pianificate o progettate: si pensi ai processi aziendali accuratamente progettati, implementati attraverso l’addestramento del personale, tenendo conto delle tecnologie presenti in azienda.

Azioni naturali: il processo che attuano tutti gli esseri umani ogni volta che si prospetta qualche cosa di nuovo da imparare. Gli studi hanno dimostrato che il singolo individuo o gruppi innescano una serie di azioni spontanee che portano all’apprendimento naturale delle cose senza che vengano “forzati” da nessun processo progettato a monte.

La distinzione tra i processi di cambiamento è fondamentale. Da un punto di vista ideale i primi devono essere ideati per sfruttare i secondi.