Tra gli obbiettivi dell’ufficio del personale compare molto più spesso occuparsi della Employee Retention ovvero il non farsi scappare le figure senior o i talenti che sono già presenti in azienda.

Alla base, c’è un motivo anche economico.

La perdita di un dipendente già formato e la conseguente ricerca di una figura simile sul mercato grava sul budget stanziato per l’unità HR, che dovrà limitarsi sulle altre attività.

I dati indicano che i costi legati alla perdita di dipendenti sono ancora più stellari di quanto non si pensasse, sommando anche il tempo che la nuova risorsa impieghi ad essere pienamente produttivo.

Inoltre, oltre al singolo danno è da calcolare lo squilibrio e la perdita di collaborazione subita nel team lasciato in azienda.

Si rivela, quindi, di fondamentale importanza l’Employee Retention, ovvero la capacità dell’azienda di attuare strategie e politiche per attrarre dipendenti talentuosi e conservarli a lungo.

 

 

Strategie di Employee Retention

Ecco quali sono le più consigliate strategie di Employee Retention:

 

Assumere personale in modo selettivo e creare piani di sviluppo

La prima regola, a monte di un qualsiasi discorso sulla conservazione dei dipendenti, consiste senza dubbio nel dotarsi di risorse qualificate e che condividano gli obiettivi e i valori dell’azienda.

Inoltre è possibile creare un piano di sviluppo professionale per ogni dipendente.

Dopo aver valutato punti di forza e debolezze, è importante individuare progetti mirati per affinare le competenze che i dipendenti desiderano sviluppare.

Usare l’affiancamento in modo che le nuove risorse si sentano supportati non solo nelle mansioni quotidiane, ma anche nel raggiungere gli obiettivi di crescita a lungo termine.

Le ricerche dimostrano che i dipendenti restano più a lungo nelle aziende con programmi di inserimento e formazione ben strutturati.

 

Offrire compensi e benefits adeguati

Il salario di ogni dipendente deve essere giustamente commisurato con il grado di competenza ed esperienza, il livello di seniority acquisito in azienda, i parametri retributivi previsti per la posizione, le mansioni, l’area geografica e le offerte dai competitor.

 

Avviare un dialogo con i propri dipendenti

La comunicazione paritetica con i dipendenti è fondamentale e può portare risultati positivi, dall’emergere di nuovi spunti di business all’instaurazione di un clima più disteso e positivo nell’azienda.

I migliori manager non si limitano a fornire un feedback una volta all’anno, alla valutazione delle performance. Piuttosto, prevedono una serie di incontri periodici con il dipendente per parlare dei suoi successi, dei progressi e del contributo che può dare all’azienda.

Troppo spesso, i manager pensano che il feedback debba essere a senso unico, quando invece avere una conversazione aperta aiuta il personale a sentirsi considerato e, di conseguenza, lo invoglia a non lasciare l’organizzazione.

 

Riconoscere i traguardi raggiunti

È importantissimo riconoscere ai dipendenti i traguardi raggiunti e assegnare loro premi per incentivarli a mantenere alta la qualità del lavoro e la produttività.

 

 

 

Indicatori per monitorare il grado di retention nella tua azienda

Prevenire è meglio che curare, quindi sarà bene interessarsi sempre di Employee Retention, l’utilizzo di alcuni parametri può essere determinate per avere lo status dell’HR Retention della propria azienda

  • grado di cultura aziendale (comunicazione aziendale, spirito di collaborazione, ecc.)
  • ruolo di ogni dipendente all’interno dell’azienda (possibilità di crescita e carriera, senso di appartenenza ad obiettivi comuni, autorità, percezione di stima, ecc.)
  • rapporto del dipendente con i superiori (correttezza, rispetto, supporto reciproci)
  • opportunità di formazione e compenso offerti ai dipendenti (salario, benefits, ecc )
  • ambiente di lavoro (adeguatezza delle postazioni di lavoro)
  • caratteristiche del lavoro di ogni dipendente (grado di stress correlato al tipo di mansione, ecc.

 

I segnali più evidenti di un potenziale abbandono da parte di un singolo dipendente sono senza dubbio individuabili nei seguenti atteggiamenti:

  • calo di produttività e motivazione
  • calo dell’apertura alla collaborazione
  • lamentele
  • mancanza di regolarità nel rispettare l’orario di lavoro canonico (uscite anticipate e ritardo in ingresso)