Prima di intercettare quali sono i fattori che valutiamo sempre meno, ma al contrario condizionano fortemente ogni business e ogni azienda, definiamo, per chi non ha seguito gli ultimi post del nostro HR Magazine People&Numbers, il termine “organizzazione”.

Sappiamo che le organizzazioni esistono perché con esse entriamo in contatto tutti i giorni. Esse, in realtà, sono talmente diffuse che le diamo per scontate. 

Difficilmente rimarchiamo che siamo nati in un ospedale, che il nostro atto di nascita è registrato in un ufficio comunale, che ci siamo formati all’interno di scuole e università, che ci nutriamo con cibo prodotto da aziende agricole, che veniamo curati da dottori associati in uno studio medico, o che acquistiamo case costruite da imprese edili e vendute da agenzie immobiliari, che prendiamo in prestito denaro da una banca, che ci rivolgiamo a polizia o ai pompieri quando si verificano dei guai, che passiamo quaranta ore circa alla settimana in un’organizzazione.

E rileggendo di nuovo tutto il testo precedente ci accorgiamo quando il termine organizzazione sia a noi vicino.

Per i nostri lettori, intendiamo organizzazione come entità sociali guidate da obiettivi, progettate come sistemi di attività deliberatamente strutturati e coordinati che interagiscono con l’ambiente esterno.

Un’organizzazione, come la nostra impresa o l’impresa per cui stiamo lavorando, è un mezzo per raggiungere uno scopo e deve essere progettata per raggiungere tale scopo.

Quest’ultimo può variare, ma l’aspetto centrale di un’organizzazione resta il coordinamento di individui e risorse per la realizzazione collettiva degli obiettivi desiderati.

Un’organizzazione viene rappresentata come un sistema interattivo.

Interagiscono i membri stessi dell’organizzazione per produrre il prodotto o servizio finale, e interagisce come unico corpo con l’ambiente esterno.

Abbiamo parlato più volte in questo magazine delle interazioni che possono avere i membri dell’organizzazione e delle migliorie che possiamo apportare o sperimentare nella nostra azienda o nel nostro posto di lavoro, ora dedichiamo questo articolo a quali fattori esterni hanno un impatto diretto sulle attività quotidiane di un’azienda e che possono influenzare il business indirettamente.

A volte questi fattori, non essendo controllabili, vendo minimizzati dagli imprenditori o dai manager, solo quando hanno un impatto distruttivo vengono poi rivalutati.

Fattore governo: Piccole e grandi aziende devono fare i conti con le scelte governative. Vincoli temporali e costi legati all’emanazioni di nuove norme per adeguare il proprio business alle scelte del governo.

Fattore naturale: L’ambiente esterno con l’inclusione di tutti gli elementi naturalmente presenti sulla terra sono molto spesso sottovalutati, ma hanno un enorme impatto sul conto economico dell’azienda. Non solo nella misura in cui i consumatori diventano sensibili all’impatto ambientale, ma costi legati anche all’andamento di prodotti commercializzati e consumi di energia.

Fattore socio-culturale: rappresentato da pressioni esercitate dai gruppi che patrocinano diverse cause che possono andare in conflitto o interazione con il business dell’azienda.

Fattore economico: non gli utili dell’azienda ma la condizione economica dei potenziali clienti esterni.

Fattore tecnologico: è un settore da considerare per molteplici motivi, infatti è vero che sta creando molti lavori ma ne sta distruggendo tanti altri. Inoltre, bisogna considerare anche le tendenze in questo settore che implicano una presenza costante sui social, aggiornamenti necessari per supportare le vendite o consulenze specifiche.

 

In che modo l’ambiente influenza l’organizzazione?

Gli eventi esterni possono essere descritti in tre dimensioni: 

Dinamismo (gli eventi possono essere stabili o instabili)

Complessità (gli eventi possono essere complessi o semplici)

Munificenza (ovvero quantità di risorse finanziarie per supportare la crescita dell’organizzazione e gestire il fenomeno)  

 

Queste tre dimensioni possono condurre l’imprenditore o il manager a due scelte:

Bisogno di ottenere informazioni sul cambiamento dell’ambiente

Bisogno di ottenere risorse dall’ambiente

 

Sicuramente in un ambiente dove aumenta il dinamismo e aumenta la complessità sale un altro fattore letale per l’azienda: l’incertezza.

Le organizzazioni devono affrontare e gestire le incertezze per essere efficaci. 

Ma durante le incertezze i decision maker non hanno sufficienti informazioni riguardo ai fattori ambientali e risulta difficile loro prevedere i cambiamenti esterni. Tutto questo porta alla crisi.

Per concludere, alcuni consigli per affrontare la realtà:

Comprendere l’ambiente per come è ora e per come probabilmente sarà in futuro piuttosto per come è stato in passato.

I manager e gli imprenditori devono essere proattivi e mentalmente aperti al dialogo con i dipendenti, i fornitori, i clienti, i colleghi e chiunque altro con cui entrano in contatto.

Evitare le cause più frequenti di incapacità ad affrontare la realtà da parte dei manager: informazioni filtrate, ascolto selettivo, coinvolgimento emozionale in un’azione fallimentare, aspettative irrealistiche.

Valutare internamente la propria organizzazione, ovvero i manager devono saper valutare se la propria azienda ha le capacità, l’impegno e l’atteggiamento richiesti per apportare importanti cambiamenti.