L’incentivo Occupazione Sud può essere cumulato con l’incentivo previsto per i datori di lavoro che assumano percettori di reddito di cittadinanza.

Qualora il datore di lavoro esaurisca gli oneri contributivi Inps con l’incentivo IOSS, la residua agevolazione spettante per l’assunzione di un percettore di reddito di cittadinanza può essere fruita come credito di imposta, le cui modalità di accesso saranno definite con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud” è anche cumulabile con l’esonero per l’assunzione giovanile, previsto dall’art. 1 bis del D.L. 87/2018, nel rispetto del limite di 8.060 euro annui. Verranno successivamente fornite disposizioni specifiche per le modalità di fruizione dell’esonero, dal momento che si è in attesa del Decreto del Ministero del Lavoro che ne regoli la fruizione, nonché della conseguente Circolare Inps. Infine, l’incentivo IOSS è cumulabile, nel rispetto dei limiti della soglia comunitaria “de minimis”, con le agevolazioni economiche previste nei confronti di datori di lavoro che abbiano sede nei territori delle regioni del Mezzogiorno (es. deduzioni Irap ex L. 147/2013). Ad esclusione dei casi tassativamente elencati, l’incentivo non può essere cumulato con altri esoneri (es. esonero triennale stabile per under 35 ex L. 205/2017) o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

 

 

Il Reddito di Cittadinanza per le imprese

Il reddito di cittadinanza, come sappiamo, dal lato delle imprese si traduce in uno sgravio contributivo spettante al datore di lavoro che assuma, a tempo pieno e indeterminato i soggetti che ne usufruiscono.

L’importo dell’incentivo, che spetta anche sulla quota di contributi a carico del lavoratore, è pari ai restanti mesi del RdC non fruito dal soggetto neoassunto, fino all’importo massimo di 780 euro mensili e per una durata minima di cinque mesi.

Se l’assunzione avviene tramite ente di formazione, l’incentivo è ripartito tra datore di lavoro e l’ente.

L’agevolazione è riservata ai datori di lavoro privati.

Trattandosi di datori di lavoro rientrano sia imprese che professionisti, mentre è fuori il datore di lavoro domestico per la specialità del rapporto di lavoro.

L’incentivo spetta in caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di un beneficiario di RdC, compreso il contratto di apprendistato (qualunque dei tre tipi).

L’incentivo come accennato consiste nell’esonero dal versamento dei contributi all’ Inps (sono esclusi i contributi all’Inail), sia per la quota a carico del datore di lavoro sia per quella a carico del lavoratore (il che significa una busta paga più consistente).

Il mancato pagamento dei contributi non pregiudica l’anzianità contributiva ma si adotta la copertura figurativa dei contributi.

 

 

Punti di attenzione sul RdC per le Imprese

  • Rischio di perdita del bonus

Il tardivo invio delle comunicazioni telematiche obbligatorie (CO) inerenti all’istaurazione del rapporto di lavoro o di somministrazione incentivato produce la perdita dell’incentivo tra la decorrenza del rapporto e la data di tardiva comunicazione

  • Il bonus è cedibile

Nell’ipotesi di passaggio del neoassunto a un nuovo datore di lavoro, la fruizione del beneficio, già riconosciuto al datore di lavoro cedente, può essere trasferita al subentrante per il periodo residuo non goduto.

  • Rapporti a tempo pieno con un’eccezione

Nel caso in cui il dipendente a seguito di gravi patologie o per un congedo parentale faccia richiesta di una trasformazione in part time del contratto, è possibile proseguire la collaborazione senza sanzioni.

 

 

La novità: I percettori di RdC che lavorano in nero vanno assunti

L’ispettorato nazionale del lavoro con la circolare 8/2019 precisa che scatta l’obbligo di assunzione pena la revoca dell’attività se i lavoratori superano il 20% della forza lavoro.

 

 

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