Per il terzo anno consecutivo è online il REPORT 2018 – SALARY SATISFACTION curato da JobPricing, una società specializzata in ambito retribuzione.

Vediamo ora, quanto gli italiani sono soddisfatti del proprio cedolino e soprattutto quali sono i motivi per restare o cambiare la propria situazione.

La prima considerazione da fare è che la soddisfazione complessiva è bassa, si attesta in un range che nella scala riportata nel report è definito “Giudizio leggermente negativo”.

I punti salienti analizzati sono:

Soddisfazione Complessiva: 

Il punteggio totale come anticipato è basso (3.7) inoltre è calato di 0.2 punti rispetto al 2015. 

Nel dettaglio, possiamo notare che l’inquadramento è proporzionale alla soddisfazione, per esempio i dirigenti sono molto più soddisfatti complessivamente della propria situazione degli impiegati.

Un’altra considerazione da fare osservando i dati è che la presenza di premi non monetari e incentivi a lungo tempo aumentano la soddisfazione.

Equità interna:

Per equità interna si intende se ci sono disuguaglianze retributive con i propri pari in azienda. 

Dai dati risulta che i partecipanti al test hanno la percezione di essere retribuiti in maniera equa rispetto ai colleghi. Questo elemento è quello con l’indice migliore (5.0)

Competitività esterna:

Dopo il confronto con i colleghi adesso tocca ai competitors, questo elemento vuole indicare la percezione degli intervistati che hanno dei dipendenti di aziende simili alla propria.

Il punteggio è di 4.9, questo ci fa dedurre che forse non siamo tutti a conoscenza del valore della nostra professione.

Performance e retribuzione:

Quest’area vuole confrontare il contributo individuale con quello collettivo. Anche qui il punteggio non è entusiasmante (3.7) ma migliora offrendo ai dipendenti una variabile formalizzata e individuale (premio ad personam).

Trasparenza:

Per trasparenza si intende se ai dipendenti intervistati sono noti i motivi per cui si prevede un riconoscimento di merito in azienda. Punteggio totale 4.1 ma, come per la performance analizzata prima, migliora offrendo ai dipendenti una variabile formalizzata e individuale.

Meritocrazia:

Nota dolente per la meritocrazia che si aggiudica il punteggio più basso (3.3) degli elementi analizzati.

Il report continua analizzando anche le Leve più ambite per chi sceglie un posto di lavoro e per chi intende lasciarlo.

Dall’analisi si intuisce che la retribuzione fissa resta l’elemento fondamentale ma non è tutto.

Infatti elementi come le relazioni, il contenuto del lavoro, la flessibilità per i nuovi impiegati sono molto più importanti di bonus, benefit ed altri premi economici.